IL DIARIO: L'AVVENTURA SULLO JOUX PLANE

Il bello del ciclismo è che oltre a poter gustare le prestazioni dei nostri campioni preferiti comodamente seduti in poltrona è uno sport che si può praticare Scomodamente in sella al nostro mezzo a due ruote, in paesaggi da favola, che il 20 luglio 2006 saranno il teatro di una delle tappe più dure del Tour 2006.
Qualcuno potrà dire che anche gli altri Una veduta dello Joux Plaine sport si possono seguire in tv e anche praticare...difficilmente però credo che qualcuno possa avere la possibilità di fare una partita a calcio con gli amici allo stadio di San Siro.
Dopo questa breve introduzione vi descrivo la nostra breve gita (2-3-4 giugno 2006) a St Gervais (850 mt slm), un paesino ai piedi del massiccio del Monte Bianco. Grazie all’idea di Alfredo e con la compagnia di Paolo, abbiamo deciso di provare a percorrere, in due tappe, i colli alpini che faranno da cornice alla 17.ma tappa del Tour 2006, che da Saint-Jean-de-Maurienne va a Morzine, per un totale di 200 km. Il primo giorno abbiamo percorso il col des Aravis (1500 mt slm), salita abbastanza pedalabile, e il col de la Colombiere (1600 mt slm), una salita già un po’ piu’ dura rispetto alla prima e di 16 km di lunghezza. Una giornata quasi invernale. In cima ai colli c’era la neve fresca (!!!!) caduta nella notte precedente. Sul primo colle un timido sole ci ha permesso di riscaldarci un poco prima della discesa, ma sul col de la Colombiere il tempo non prometteva nulla di buono. Sembrava che da un momento all’altro dovesse mettersi a nevicare!!!
Ma il bello Alessandro, 
Paolo e Alfredo hanno appena scalato lo Joux Plane arriva nella seconda tappa dove per prima cosa abbiamo visitato l’anfiteatro naturale del Fer du cheval, da cui scendono le cascate piu’ belle d’Europa: un paesaggio da favola e...poi... lo Joux Plane, partendo da Samoens, 13 km di salita con pendenza media dell’8,9% e punte del 14%...a detta dei ciclisti del luogo piu’ dura dell’Alpe D’Huez.. e poi, se è l’unica salita dove Armstrong ha avuto l’unica crisi in 7 anni di dominio assoluto del Tour e dove il mai dimenticato Pantani ha piazzato alcuni dei suoi tremendi scatti, qualcosa vorrà pur dire! Ma le emozioni non sono ancora finite... Durante la discesa (siamo scesi dalla stessa strada da cui siamo saliti) abbiamo incrociato la squadra della Quick Step che stava provando la tappa. In un tornante abbiamo incrociato Rujano, terzo al Giro dell’anno scorso, che sembrava un motorino. Dove io faticavo a salire ai 10 all’ora lui sarà andato su quasi al doppio e a una cadenza spaventosa. ;entre piu’ indietro arrivava il campione del mondo Tom Boonen ad una velocità decisamente più abbordabile, anche se credo che non sarei riuscito a tenergli la ruota per più di un km.
Alla sera abbiamo poi festeggiato l’impresa con una scorpacciata di Fondue annaffiata dal buon vino del posto, immaginando lo spettacolo a cui si assisterà su quelle strade durante la Grand Boucle.

Alessandro

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