CUNEGO-SAN ALLA CONQUISTA DEL GIAPPONE
E' proprio il caso di dirlo: il Sol Levante risolleva Cunego, proprio quando sembrava che l'annata fosse destinata a terminare senza acuti.
Invece, nella terra deli occhi a mandorla, Damiano Cunego è riuscito a conquistare la Japan Cup che, nonostante non valga un Giro d'Italia o un Lombardia, rappresenta
per il giovane veronese un'ottima pietra su cui costruire un futuro ricco di successi.Dopo un 2004 trionfale, nell'anno della riconferma Damiano ha incontrato più difficoltà di quelle previste: la paternità a lungo nascosta, la debacle al Giro d'Italia causata dalla mononucleosi, la rinuncia al Tour e la problematica convivenza con Gilberto Simoni hanno reso a Cunego la stagione tormentata, impreziosita soltanto da quattro vittorie.
Proprio quella di domenica 23 ottobre in Giappone sembra avere un sapore particolare: non c'era modo migliore di terminare la stagione se non con un successo e, per di più, ottenuto in modo spettacolare. Damiano è scattato sull'ultima salita e soltanto lo spagnolo Mancebo è riuscito a tenergli il passo. La volata conclusiva tra i due corridori è stata senza storia: Cunego è riuscito ad imporsi facilmente grazie alla sua tipica progressione che lo aveva contraddistinto nel 2004.
Questo successo, oltre ad arricchire il palmares personale, è fondamentale per il morale di Damiano, che aveva un enorme bisogno di conferme per poter preparare al meglio la stagione 2006. Cunego, grazie alle sue imprese sportive e al suo look
da cartone animato (ha una vistosa cresta bionda),
è entrato nel cuore dei fan giapponesi che ogni anno si riversano sulle strade per poter ammirare la pedalata del Principe di Cerro veronese.Ora inizia un periodo fondamentale per quel che sarà il 2006: la preparazione invernale è una delle chiavi di volta per ottenere degli ottimi risultati e per questo va affrontata nel migliore dei modi. Sicuramente Cunego, tornato in Italia con una fotocamera digitale in più (premio della Japan Cup) e dei problemi in meno, affronterà questi mesi con la detrminazione e la convizione di poter ritornare ad essere il corridore numero 1 al Mondo.

