UN 4° POSTO DI VALORE
Dimenticare il 2004. Non ci fosse stata quella bellissima, ma sorprendente e certamente inattesa vittoria, adesso staremmo qua a festeggiare la nascita
di un nuovo fenomeno, un ragazzo che a 24 anni è capace di arrivare quarto
al Giro d'Italia e di chiudere in crescendo una corsa di tre settimane che nell'ultima parte
presentava le salite più difficili e le tappe più lunghe.E invece, tutti coi musi lunghi perchè Damiano non riesce più a vincere. Ma che lui, più o meno, sia ai livelli del 2004, lo dimostrano le vittorie che ha ottenuto alla vigilia della corsa rosa, fra l'altro contro gli stessi avversari di 24 mesi fa: Mazzanti, Sella, Nocentini, e via di questo passo.
Certo, rispetto a quei giorni può non avere avuto la stessa esplosività, ma la gamba grosso modo è quella. Il problema, è che quest'anno Damiano non ha trovato per strada i vari Tonti e Mazzoleni, e gli avversari poi non erano - loro malgrado - suoi alleati (vedi Simoni che s'incacchia a Bormio 2000 o sul Furcia), ma anzi gliel'avevano giurata (soprattutto Basso e lo stesso Simoni, passato dalle lamiere prerivestite alle caldaie spagnole).Adesso, c'è un Tour da andare a correre per l'esperienza, e un'Estate in cui togliersi qualche soddisfazione nelle classiche più adatte alle caratteristiche di Cunego.
Perchè se per vincere una grande corsa a tappe possono volerci ancora un paio d'anni, in quelle di un giorno Damiano è già pronto. Lo dimostrano
il Lombardia dell'anno di grazia 2004, ma anche le ultime due edizioni
della Liegi, in cui comunque Cunego è sempre rimasto coi primi, finendo addirittura sul
podio quest'anno.Boonen, Cancellara, Schleck e Valverde, gente all'incirca coetanea di Damiano e reduce da una primavera trionfale, insegnano. Quanto alla prossima stagione, adesso è un po' presto per parlarne, ma forse sarebbe il caso di rivedere qualcosa, magari alleggerendo un po' la prima parte della preparazione (Cunego quest'anno era già competitivo a Marzo, in Spagna e alla Coppi & Bartali) per puntare forte sul Giro e le classiche estive. Con la rapidità, l'agilità e l'esplosività che si ritrova, Cunego potrebbe tranquillamente vincere corse come Freccia, Amstel o Liegi, ma anche Amburgo, San Sebastian, Giro del Lazio e le principali corse di Agosto e Settembre, per non parlare del Lombardia. E magari, se ci fosse un Mondiale particolarmente difficile...
Marco Gaviglio
Torna all'indice degli articoli

